Freccia Vallone

Mercoledì 22 aprile la 90ma edizione della Freccia Vallone: tutto quello che c'è da sapere

Foto di A.S.O. / Billy Ceusters

La successione al due volte vincitore Tadej Pogacar è ancora aperta. Tre ex vincitori sono comunque presenti – Dylan Teuns (Cofidis), Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team) e il suo compagno di squadra Marc Hirschi – con la voglia di animare la corsa, ma c'è una forte possibilità che un nuovo corridore diventi il ??68° vincitore della Freccia Vallone. La UAE Emirates XRG punta su Benoît Cosnefroy per conquistare la terza vittoria in quattro anni. Il francese sogna una vittoria che gli è sfuggita per pochi metri nel 2020 (2° posto), e poi per 3 secondi nel 2024 (4° posto). I suoi due podi in tre giorni alla Freccia del Brabançonne (3° posto) e all'Amstel Gold Race (3° posto) testimoniano la sua convincente forma. Ma per alzare le braccia al cielo mercoledì, dovrà battere alcuni dei rivali che lo hanno preceduto domenica scorsa. Tra questi c'è un altro ex secondo classificato a Huy: Mattias Skjelmose (Lidl-Trek). Il vincitore dell'Amstel Gold Race 2025 ieri si è visto sfuggire la doppietta in volata, concludendo comunque al secondo posto. Secondo posto anche alla Freccia Vallone 2023, prima di essere costretto al ritiro nel 2024 (congelamento) e nel 2025 (caduta).


Mentre Skjelmose non ha tagliato il traguardo nelle ultime due edizioni, Kévin Vauquelin ha ereditato il suo status di secondo classificato, arrivando secondo per ben due volte. Il francese spera di spezzare la maledizione dopo essere arrivato a una lunghezza di bicicletta da Stephen Williams nel 2024 e a 10 secondi da "Pogi" lo scorso anno. A Huy avrà l'opportunità di capitalizzare sull'ottimo inizio di stagione con la Ineos Grenadiers, caratterizzato da un piazzamento nella Top 10 nelle tre corse a tappe disputate (5° in Algarve, 4° alla Parigi-Nizza, 10° nei Paesi Baschi). Quale modo migliore per cancellare la delusione dell'Amstel Gold Race (50° posto), dove una caduta gli ha impedito di portare a termine il suo piano?


Se le salite belghe si addicono alle caratteristiche di Vauquelin, lo stesso vale per il suo connazionale Lenny Martinez (Bahrain Victorious). La natura esplosiva del finale gli ha permesso di brillare lo scorso anno (4° posto). Da allora il giovane scalatore è progredito e ha acquisito maggiore maturità. Ciò è stato evidente nell'ottava tappa della Parigi-Nizza (vittoria contro Jonas Vingegaard) e al Giro di Catalogna (2° posto). Martinez incontrerà sul suo cammino Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), che ha concluso due volte al 7° posto a Huy. Lo scalatore di Besançon ha appena collezionato 4° posti alla Strade Bianche, alla Freccia Brabançonne e all'Amstel Gold Race. Aggiunge il suo nome alla lunghissima lista di outsider francesi, forse guidata in realtà dal talento emergente Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team).


Vincitore indiscusso del Giro dei Paesi Baschi, Seixas è diventato il primo francese a vincere una corsa a tappe del World Tour dai tempi di Christophe Moreau nel 2007, ben 19 anni fa. 19 è anche la sua età, il che lo rende uno dei partecipanti più giovani. La sua inesperienza non gli ha impedito di impressionare sulle montagne basche, al Giro dell'Algarve (2°), alla Classica dell'Ardèche (1°) e alla Strade Bianche (2°). Ha semplicemente dato il massimo in ogni sua uscita nel 2026. Vincere alla sua prima partecipazione, come fece Hirschi nel 2020? Le caratteristiche del finale – una salita relativamente breve dove gli attacchi generalmente iniziano tardi – non sono necessariamente a suo vantaggio. Ma altri scenari sono possibili. E non sarebbe la prima volta che Seixas infiamma il suo pubblico.


In assenza di Remco Evenepoel, impegnato nella preparazione per la Liegi-Bastogne-Liegi, il suo compagno di squadra Daniel Martinez eredita la leadership alla Red Bull - Bora - Hansgrohe. Uno status che permetterà al vicecampione della Parigi-Nizza 2026 di giocarsi le sue carte a Huy, dove ha concluso al 5° posto nel 2022. Alla Visma-Lease a Bike, la caduta di Matteo Jorgenson all'Amstel Gold Race rende Jorgen Nordhagen il nuovo leader. Un ruolo che il giovane norvegese, in piena esperienza, assume quattro giorni dopo aver conquistato il 2° posto sulle impegnative salite galiziane della Gran Camino. Anche il suo connazionale Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) potrebbe dire la sua, dopo il 6° posto ottenuto a Huy nel 2024. E perché no, una sorpresa in Belgio? Anders Foldager (Team Jayco AlUla) ha ricordato a tutti che nel ciclismo non bisogna mai sottovalutare gli avversari, vincendo La Flèche Brabançonne davanti a Quinten Hermans (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), due corridori di distacco alla partenza da Herstal mercoledì. La squadra australiana si è fatta notare anche nell'Amstel Gold Race grazie a Mauro Schmid (6°), che sarà il suo leader in questa tappa.

21/04/2026